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Founders´ stories – prima parte

  in Italiano - 26. April 2015

Tempo fa: 4 fondatori. 4 caratteri. 4 momenti – prima parte

La storia di lifeshot inizia tanto tempo fa.

I quattro fondatori, uno diverso dall´altro, trascorrevano una giornata qualsiasi della loro vita. Erano nati in città diverse e avevano hobby differenti. Ma una cosa avevano e hanno ancora oggi in comune: volevano conquistare il mondo. Beh, forse è esagerato dire che volevano conquistare il mondo, ma sicuramente volevano e vogliono ancora oggi ottenere un gran successo, anche se ognuno a modo suo! Adesso però fate conoscenza con i fondatori.

 

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P. un ragazzo nato nell´81, un fanatico tennista che sul campo da gioco e tutto sudato stava per aggiudicarsi la finale. Anche se era solo il campionato regionale aveva un obbiettivo chiaro e stimolante davanti agli occhi: competere con i grandi nomi del tennis e sfidarli a Wimbledon. Di certo sarebbe stata un’impresa faticosa ma era convinto che con grinta e metodo avrebbe potuto arrivare ovunque. Sembrava che il destino gli avesse strizzato l’occhio nel momento in cui riuscì a piazzare una battuta nell’angolo alle spalle del suo avversario. Ace. Gli mancava solamente un ultimo punto per chiudere la partita: nella sua mano sinistra la pallina da tennis; la fissò con uno sguardo deciso. I suoi pensieri erano chiari e una vocina gli sussurrò: „Ce la puoi fare“. Per un attimo chiuse gli occhi  mentre chinava la testa all´indietro. Un colpo di vento gli scompigliò i capelli ormai tutti sudati anch’essi. Fece rimbalzare la pallina sul campo. Una piccola nuvoletta di polvere si alzò nel punto in cui la pallina colpì il terreno. Fissò l´avversario. Il sole che accecava la vista e… Pammm…

In quel momento P. ancora non sapeva che presto doveva diventare il CFO di lifeshot.

 

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B. é un ragazzo dell´84 e appassionato di musica. Ora vi chiederete che tipo di musica gli possa piacere ma vi assicuro che non indovinerete. Per farvi capire quali sono le note che stimolano il battito del suo cuore basta immaginarsi questa scena: é giovedì sera, esattamente la stessa ora in cui P. sfida il suo avversario, il nostro maestro stava attraversando un roccioso sentiero montano. E se ve lo immaginate camminare su un sentiero qualsiasi vi sbagliate. Di preciso si trovava su uno dei sentieri più pericolosi e vertiginosi delle alpi: sulla sinistra rocce che sporgono pericolosamente, sulla destra un dirupo profondo 100 metri. Da lì su si può godere di una vista mozzafiato sulla valle e le montagne circostanti, che a quest’ora erano illuminate da un pallido sole che stava tramontando sull’orizzonte. Lontano dalla civiltà e dalla frenesia quotidiana, stava vivendo un momento di assoluta quiete e serenità interiore. Si stava godendo questo momento speciale con se stesso quando improvvisamente gli giunse alle orecchie un inconfondibile melodia. Una melodia che per lui vale come una sinfonia di Mozart. Improvvisamente questa melodia lo fece risvegliare e battere forte il cuore. Da fondo valle da una strada montana gli giunse al orecchio un rombo inconfondibile…. non disse nulla per almeno 10 secondi. Completamente allibito inizia a ridacchiare e dire a se stesso: “Porsche Carrera GTS”.

In quel momento P. ancora non sapeva che presto doveva diventare il direttore d´amministrazione di lifeshot.

 

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Aveva appena trascorso qualche giorno al lago di Garda e stava per tornare a Milano. T. doveva riprendere il lavoro dopo aver ricevuto non senza una certa urgenza una chiamata importante. Era fortunato che Dio gli avesse donato un carattere in grado di scorgere sempre il lato positivo delle cose. Anche quando la sua auto lo tradì abbandonandolo in mezzo alla strada, sorrise e pensò: „Poteva andare peggio!“. Questo accadde proprio nel momento in cui B. sentì passare la Porsche. Con la valigia piena e una borsa 24 ore chiamò un taxi per raggiungere la stazione dei treni. Il tempo volò via come in un battito di ciglia e subito si trovò seduto in treno. Nell’ansia del momento e mentre faceva le ultime chiamate per organizzare le riparazioni alla sua auto non si accorse nemmeno che accanto a lui si era accomodata una ragazza bellissima. Il treno era gremito di gente fino all’ultimo posto e gli prese la timidezza. „Cavolo come posso far abboccare questo pesce alla mia lenza?“. Passarono i minuti. L´adrenalina alle stelle. „Non posso certo farmela sfuggire così“. Quasi quasi si rompeva il display del suo smartphone da tanto che premeva sui pulsanti virtuali del touch screen. Ad un certo punto notò che la ragazza stava annotando appunti nella sua agenda cartacea. „Ma guarda questa, usa ancora le agende del medioevo“ pensó. La cosa che inizialmente sembrava una buffonata, ben presto gli si rivelò come la sua più grande fortuna. Infatti su una pagina dell’agenda erano annotati tutti i dati personali della ragazza, compreso il numero di cellulare. „Cavolo come riesco a prendermelo?“ gli passò per la testa. Non voleva nemmeno perdere tempo perché non si poteva sapere per quanto tempo ancora fosse visibile quell´informazione fondamentale. Decise perciò di impararlo a memoria per poterlo successivamente trascrivere nel suo cellulare…….

In quel momento P. ancora non sapeva che presto doveva diventare il CEO di lifeshot.

 

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Da qualche parte c’era ancora il quarto moschettiere. Rinchiuso in una stanza con le tapparelle abbassate fissava lo schermo del suo computer. Se non ci fosse stata la luce del portatile ad illuminare il viso del genio creativo, ci sarebbe stato un buio da paura. È una cosa strana ma M. o si chiude in camera, o spegne ogni dispositivo digitale e si arrampica sulle vette più alte delle Dolomiti. Cose da comuni mortali non fanno per lui. Comunque per M. era l´atmosfera ideale per immergersi nel mondo dominato da invenzioni provenienti da mondi alieni. Attualmente lavorava al progetto di un posacenere destinato a rivoluzionare il mondo. Avete letto bene. A noi comuni mortali anche solo immaginare l’evoluzione di un semplice posacenere sembra una cosa impossibile. Lui invece riesce a trovare problemi anche quando non esistono e non finisce qui. Trova pure una soluzione per risolvere le sue paranoie. Ciak… un rumore improvviso lo riportò alla vita reale: Mici, il suo gatto, rovesciò con un improvviso colpo di coda la birra pomeridiana del suo padrone. Come se non bastasse, un altro zinggggg ruppe il silenzio. Si spense lo schermo. “Ahhhhhhhh”, gridò alzandosi come razzo dalla sedia. Un corto circuito gli fece saltare il portatile. L´unica domanda che si pose M. fu: „Ho salvato il mio progetto?”.

In quel momento P. ancora non sapeva che presto doveva diventare il direttore creativo di lifeshot.

 

Sai cosa hanno questi momenti in comune? Si tratta di 4 momenti del quotidiano dei quattro fondatori. Però ognuno di essi è unico e con emozioni diverse. Inoltre i quattro momenti si sono svolti contemporaneamente.

 

….continua….. nel prossimo post troverete il prosieguo dei momenti vissuti dai fondatori.

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